đ Conversazioni di coppia, chat su WhatsApp e prove digitali: attenzione alla prova illecita nella separazione
La sentenza della Cassazione n. 4530/2025: quando la chat diventa una prova (illecita)
Con lâOrdinanza n. 4530/2025 depositata il 20 febbraio, la Corte di Cassazione â Sezione I Civile â è tornata a esprimersi su un tema cruciale nel contenzioso familiare: lâacquisizione e lâutilizzabilitĂ delle conversazioni digitali, nello specifico chat WhatsApp e Telegram, come prova nei giudizi di separazione personale con addebito.
Nel caso esaminato, la Corte ha sancito in modo chiaro che:
Una chat acquisita senza il consenso dellâaltro coniuge è inutilizzabile se non è provata la legittimitĂ dellâaccesso.
E, fatto ancora piĂš rilevante per chi si occupa di informatica forense: non è sufficiente la testimonianza di unâamica (testimone de relato actoris) che riferisce quanto detto da una delle parti, per dimostrare che vi fosse condivisione consensuale delle password dei dispositivi mobili.
Le implicazioni forensi: quando una prova è âprovaâ e quando no
Dal punto di vista forense e digitale, questa ordinanza tocca due aspetti fondamentali:
-
Accesso ai dispositivi e alle comunicazioni:
La moglie aveva allegato screenshot di chat ritenute incriminanti, ma non è stata provata la legittimitĂ dellâaccesso al telefono del marito. La Corte ha ritenuto illegittima lâacquisizione perchĂŠ non vi era evidenza certa che la moglie potesse accedervi regolarmente. -
Testimonianza de relato actoris:
La presunta disponibilitĂ reciproca delle password tra coniugi è stata riferita da unâamica della moglie. La Cassazione ha ricordato che la testimonianza di chi riporta solo quanto appreso da una delle parti è invalida come mezzo di prova: è una dichiarazione unilaterale travestita da testimonianza.
Rischi legali per chi âspiaâ il partner
Nel contesto di una separazione, spesso si tenta di acquisire prove del tradimento dellâaltro coniuge. Tuttavia:
-
Se lâaccesso al dispositivo dellâaltro avviene senza consenso o senza autorizzazione,
-
Se la conversazione viene letta senza una base legittima (ad esempio, password note o dispositivo condiviso),
-
Se si agisce senza una corretta consulenza tecnica e legale,
ci si espone al rischio di inammissibilitĂ della prova, ma anche a conseguenze penali: violazione della privacy, accesso abusivo a sistema informatico (art. 615-ter c.p.), intercettazione illecita.
Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime tendenze e tecnologie nel campo della digital forensics ?
Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi informazioni esclusive, aggiornamenti sui nostri servizi e contenuti utili per il tuo lavoro.
Non perdere lâopportunitĂ di essere sempre al passo con le ultime novitĂ nel settore. Iscriviti ora e non perdere neanche una notizia!
Il ruolo del digital forensics: come agire correttamente
Nel mio lavoro come Criminalista specializzato in Digital Forensics, assisto regolarmente avvocati e privati nella corretta acquisizione legale di prove digitali, soprattutto in contesti delicati come:
-
separazioni e divorzi,
-
affidamento minori,
-
addebiti per infedeltĂ o violenza digitale,
-
gestione dei dati digitali condivisi (cloud, smartphone, email).
La regola dâoro è mai improvvisare: ogni elemento digitale deve essere identificato, raccolto e conservato secondo criteri forensi, e se necessario, certificato tramite perizia tecnica.
Conclusioni: la chat può condannare, ma solo se acquisita bene
La pronuncia della Corte di Cassazione del febbraio 2025 non è solo una decisione processuale: è un monito per chi affronta procedimenti familiari in unâepoca in cui ogni relazione, ogni crisi, ogni segreto passa attraverso uno smartphone.
đ Una prova digitale è utile solo se è valida. E per essere valida, deve essere acquisita nel rispetto della legge e delle regole forensi.
đ Se sei un avvocato o un privato coinvolto in una separazione e vuoi utilizzare prove digitali in modo legale, contattami.